GALLEGOS
y ARNOSA (José)
Nato in Xeres( Espagne),nel 1857.
Vit à Rome.
E oggi un mese dacché spegnavasi
in Anzio, per improvvi so attacco cardiaco, l'operosa
vita del forte e fine pittore spagnolo José Gallegos,
nato in Xeres, nella bella Andalusia, nel 1857, fu allievo
del Madrazo, professore nella Accademia di Belle Arti
di Madrid; uscito dall' Accademia si affermo,giovanissimo,
quale pittore di vaglia negli studi da lui fatti specialmente
nel Marocco. Il suo primo quadro, “Bottino di
Guerra”, lo rilevò un forte colori sta
ed un geniale combinatore di masse pittoriche. Dal Marocco
per breve tempo tornò in Spagna donde venne in
Roma ove visse gil anni della sua migliore gioventù,
e della sua feconda maturità
In molte esposizioni, segnatamente a Venezia ed a Berlino,
ottenne medaglie d’oro; i suoi quadri altemente
quotati si ritrova no oggi nelle ricche galleria private
della Germania, nella Russia, nelle Americhe; nelle
Gallerie d’Arte moderna di Madrid, a di Pie~ trogrado.
II Gallegos sentiva squisitamente l’arte in ogni
sua forma; e mentre, lavoratore instancabile, compiva
una tela dopo l’altra, portandole tutte ad un
grado di finitezza e di dettaglio tutto affatto caratteristico
nel suo fine pennello, modelllava cere e disegnava architetture
in modo degno di an maestro del Rinascimcnto. Tutti
in Roma rammentano 1’altare, che meglio dovrebbe
chiemarsi un monumentaic Ciborio, da lui costrutto per
la cattedrale di Xeres una superba concesione nello
stile gotico spagnolo dei prima tempi, alta 6 metri
dallo zoccolo, decorata da 64 statuini di bronzo di
deliziosa fattura.
. 
Vogliamo rammentare, fugacemente, quelli fra i quadri
del Gallegos che più interessano il modo dell’arte.”Il
Battesimo”; un bagliore di luci che dal Fonte
battesimale, dalle candele, dagli argenti, dalle griglie
di ferro emanano in tanti raggi dai singolari riflessi.
”Dopo la Corrida”; ove i “Toreadores”
nei loro ricchi e variopinti costumi si recano al Tcmpio.
”L’ora della preghiera”; un gruppo
di devoti che dalla gran porta, bruciata dal sole, entra
nella tetra e cupa basilica appena rischiarata dalle
gotiche antiche vetrate. E dello stesso tipo: ”Nella
chiesa dei Francescani”; altro gioco delle luci
provenienti dai tetri, ampi finestroni. E così
in tutta una serie di quadri iI Gallegos riproduce maestralmente
contrasto tra iI sole ardente della sua Spagna e quel
cupo, terrificante gelo che afferra chi entri in una
delle grandi solenni cattedrali della Spagna, ove si
deve pensare che imperari non il Dio dell’amore
e della misericordia, ma il Dio della vendetta!.
A questi fa contrasto tutta una serie
di lavori in piena aria e piena luce, nella folle gamma
di colore dei fiori più svariati, degli alberi
fioriti, della natura in festa. ”La processione
della Croce”; d’un movimento e d’un
colorito senza uguale, che fa dire al critico Mario
Passarge: ”La processione é di una tale
meravigliosa verità e potenza che si pensa di
udire i1 canto dei cori e di percepire il fumo degli
incensi.” Viene poi ”iI Bolero”; gruppo
di vivaci. danzatrici nella più viva luce, sotto
una gloria di pianti rampicanti ricolme di una miriade
di mirifici fiori. “Il Corteo del Battesimo”;
una teoria di ricchi antichi costumi spagnoli in un
ridente via le d’alberi in fiore. ”Il Giorno
dei Morti in Roma”; i banchi ricchi delle più
belle varietà di crisantemi cui si approssima
la povera madre in gramaglie per acquistare, ultimo
pegno del suo amore, una bracciata di fiori.

L’ultimo
tipo dei lavori del Gallegos si ha in una serie di quadri
di piccolo dimensioni, di incomparabile finezza, rappresentanti
per lo più scene della vita monastica che si
svolgono in sontuose sale di conventi. Rammenteremo
”Fra i libri” ed ”Una domanda difficile”;
gruppi di monaci, un cardinale, dei domenicani, immersi
nella consultazione di maestosi ”in folio”.
José Gallegos, sebbene sentisse intensamente
Ia vita e l’arte italiana, conservò sempre
come i1 Fortuny e tutta la scuola del Fortuny il carattere
delle sua terra nativa. Egli dipinse, e la sua produzione
é stata veramente straordinaria per abbondanza
e per squisitezza d’opere, nella campagna romana,
a Vanezia, nel Golfo di Napoli, ad Ischia.. ma sempre
I suoi lavori conservarono vivo a netto il carattere
della pittura spagnola.
L’ opera del Gallegos si distingue e rimarrà
per le sue spiccate caratteristiche; la singolare ottima
tecnica, la mirabile arte nella composizione, l’insuperabile
senso del colore.
Roma 20 ottobre 1917